Piano di Zona della Valle d’Aosta

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Il Piano di Zona della Valle d’Aosta è uno strumento di programmazione delle politiche sociali previsto dalla legge 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Aderiscono all’Accordo di programma per la realizzazione del Piano di Zona i 74 comuni valdostani, le 8 Unités des Communes Valdôtaines, la Fédération des Coopératives Valdôtaines, il Coordinamento solidarietà Valle d’Aosta, l’Azienda Unità sanitaria locale Valle d’Aosta, la Regione autonoma Valle d’Aosta. Il Comune capofila del Piano di Zona è il Comune di Aosta. In Valle d’Aosta il territorio regionale è stato suddiviso in 5 sub-ambiti territoriali.

Dal mese di ottobre 2012, nell’ambito delle attività del Piano di Zona regionale è stato avviato il servizio di Sportello sociale. Il servizio è articolato in 8 sportelli territoriali collocati nelle sedi delle Unités des Communes - ad eccezione della Walser Alta Valle del Lys - e nel Comune di Aosta. Il servizio di Sportello Sociale assolve le seguenti funzioni:

  • Porta di accesso alle informazioni e ai servizi sociali e socio-sanitari;
  • Promozione delle reti territoriali;
  • Osservatorio delle dinamiche territoriali.

Il Servizio intende rispondere all’esigenza di razionalizzare l’attività dei servizi esistenti, senza creare nuovi servizi e attraverso un’azione diffusa sul territorio. Lo Sportello Sociale attiva un sistema capace di servire più soggetti, in relazione alle specifiche necessità: i cittadini, ma anche operatori dei servizi pubblici e privati, amministratori, gruppi formali e informali, ecc. All’interno di ciascuno sportello operano un operatore di front line appositamente formato in grado di curare le attività di prima accoglienza ed informazione/orientamento ed un’assistente sociale per gli interventi di ascolto ed approfondimento dei bisogni e delle richieste formulate dai cittadini. Particolare attenzione viene, inoltre, attribuita alle situazioni di emergenza sociale che vengono prese in carico in base a flussi predefiniti.

A partire dalle valutazioni positive in ordine all’attività del servizio di Sportello sociale e in considerazione del crescente disagio, della riduzione delle risorse pubbliche e dell’emergere di nuovi bisogni e problematiche sociali (richiedenti asilo, nuove povertà…) risulta indispensabile sviluppare le attività di promozione delle reti per potenziare la sussidiarietà e creare comunità accoglienti e solidali. A tal fine, si rende necessario rimodulare il modello organizzativo in essere orientandolo ad una maggiore prossimità con la popolazione introducendo nell’ambito dello sportello sociale una figura che faciliti il contatto con le istituzioni pubbliche e private e stimoli risposte alternative per prevenire il disagio e rafforzare la coesione e l’inclusione sociale e le reti di solidarietà nei territori.